Patrimonio Storico-Artistico

La città di Biancavilla offre numerose architetture religiose, edificate principalmente in stile barocco siciliano, le quali trovarono maggiore sviluppo nel  Settecento.
Sono presenti anche molti edifici civili risalenti ai primi dell'Ottocento e altri appartenenti alla fine del Novecento, dei quali però è possibile vederne solamente gli esterni

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Le Chiese

Basilica Collegiata Maria SS. dell'Elemosina

La chiesa madre di Biancavilla è, per dimensioni, uno dei maggiori templi della Diocesi di Catania e le sue architetture testimoniano appieno il prestigio e l'antichità dell'Istituzione. Si tratta di un'ampia basilica a tre navate, realizzata in più fasi tra il XV e il XX secolo e che nella sua fase attuale si presenta come un ricco scrigno di opere d'arte di pregio, ivi inclusi alcuni elementi della sua architettura. L'aspetto stilistico preponderante negli interni è quello tardo barocco, tipico delle architetture tardo-settecentesche, ma all'esterno si erge la facciata e il maestoso campanile in stile eclettico realizzati dall'architetto Carlo Sada agli inizi del XX secolo. Facciata tripartita con il partito centrale a due ordini, con torre campanaria annessa al lato sinistro. Spazio interno a prevalente sviluppo longitudinale, con planimetria a croce immissa suddivisa in tre navate. Le navate laterali sono concluse nelle due pregevoli cappelle absidate, ubicate ai lati del presbiterio, contenenti l'altare della Madonna dell'Elemosina il destro, quello del SS. Sacramento il sinistro. La navata maggiore è conclusa dall'ampio coro e dall'abside. Il transetto, di lunghezza maggiore rispetto la larghezza delle tre navate, presenta nel lato sinistro un'ampia apertura che dà accesso alla settecentesca cappella dei Santi Martiri Zenone e Placido.
Le campate sono suddivise e demarcate da pilastri e paraste con capitelli in stile composito sormontati da archi a tutto sesto. La navata maggiore, il transetto, il coro e la cappella di S. Placido hanno volte a botte lunettate ed unghiate, quelle minori hanno volte a pennacchi con cupolette ellissoidali che si adattano alla forma rettangolare delle campate. Le decorazioni in stile eclettico sono realizzate in rilievo a stucco e dorature. La Cappella del SS. Sacramento, che conclude la navata sinistra, è di impianto settecentesco, con pareti ed altare realizzati in marmi policromi lavorati tra la seconda metà del XIX ed i primi del XX secolo, mentre il catino e l'arcone di accesso, presenta invece decori a stucchi del sec. XVIII. Il presbiterio accoglie i preziosi stalli del coro ligneo, realizzato nel 1778, lavorato in legno intagliato a bassorilievo. Al centro dell'altare e sotto il catino, si trova l'organo "Serassi" realizzato da Giuseppe Puglisi nel 1863. La cappella dei SS. Martiri Zenone e Placido si apre lungo la parete sinistra del transetto ed è a pianta rettangolare, coperta da volta a botte lunettata. Le partiture decorative, opera di Giuseppe Tamo da Brescia, sono state realizzate nel XVIII secolo. E' probabile che la cappella sia stata la primitiva chiesa, o comunque parte di essa. Al centro della Cappella domina l'altare barocco di S. Placido, al centro del quale risalta una porta, esternamente dorata con decorazioni a rilievi, che nasconde in una nicchia finemente decorata, le sacre reliquie e la statua del santo, opera di Placido Portal. Nella parete di destra, in posizione centrale, si trova l'altare di S. Zenone, martire, primo patrono di Biancavilla. L'altare marmoreo, di pianta rettangolare, è; nella parte frontale finemente lavorato con intarsi policromi in marmo. Sopra vi è; la pregiata tela ad olio raffigurante S. Zenone con S. Francesco d'Assisi e S. Filippo Neri; dietro la tela si trova una nicchia con decorazioni a fresco, ove si cela la statua lignea del santo realizzata nel XVI secolo. La cappella della Madonna dell'Elemosina sorge sul lato destro del presbiterio ed è sicuramente l'altare più prezioso dell'intera fabbrica. In stile barocco, è realizzato con pregiati marmi finissimi, racchiude al suo interno, in alto, la Venerata Icona di Santa Maria dell’Elemosina, protettrice della città di Biancavilla. Il quadro è posto all’interno di una nicchia incorniciata in legno dorato con angeli che reggono una corona. La struttura geometrica dell’Icona, potrebbe collocarsi ai primi secoli del XIII e XIV secolo; mentre gli elementi fondamentali sono rappresentati dalla posizione delle figure, del ninbo (il cerchio luminoso, talvolta rappresentato con raggi, che nell'iconografia caratterizza le figure di Cristo, della Vergine e dei Santi), del corpo e del capo del Bambino.

Sant'Orsola

Edificio semplice ma equilibrato nelle proporzioni rappresenta uno dei più pregevoli esempi della declinazione locale degli stilemi dell'architettura barocca, particolarmente evidente nel bel portale in pietra lavica. Facciata piana ad un ordine, con cella campanaria atticale. La planimetria dell'edificio si svolge con un'aula unica rettangolare conclusa da un'abside semicircolare. Gli interni sono scanditi da un apparato decorativo con lesene in stile tuscanico, ma si presentano allo stato attuale in buona parte spogli di arredi ed opere d'arte. Il prospetto semplicemente incorniciato dalle paraste e dal cornicione dell'apparato decorativo in stile tuscanico è animato dalla piccola edicola campanaria raccordata con volute al muretto d'attico. Di notevole pregio il portale in pietra lavica finemente lavorato. Attualmente chiusa causa crollo. 

Beata Vergine Maria dell'Angelo Annunziata

La chiesa si presenta come il risultato di diverse fasi costruttive avvenute nel corso di circa quattro secoli, ma, nondimeno, l'edificio consente una percezione pressoché unitaria dell'insieme architettonico, anche grazie al fatto che la realizzazione novecentesca del prospetto si è uniformata in buona parte al linguaggio tardo barocco e neoclassico degli interni dell'edificio. Recenti restauri ne valorizzano gli interni e i residui del ciclo pittorico. Si tratta di un pregevole esempio di architettura minore del barocco siciliano, che racchiude nella sua architettura gli echi delle maggiori realizzazioni contemporanee, così come interpretati e realizzati dalle maestranze locali che l'hanno edificata. Interessanti le decorazioni pittoriche interne, seppure in parte andate perdute. Facciata tripartita coi partiti laterali ad un ordine e la parte centrale a due ordini con campanile atticale. L'edificio presenta una planimetria a tre navate, di cui le due laterali concluse da altrettante cappelle, mentre la centrale è conclusa dal presbiterio con abside semicircolare. Tra la navata centrale e il presbiterio si trova una campata coperta a crociera che si prolunga lateralmente nelle navate laterali in una sorta di transetto. Il prospetto principale è particolarmente pregevole, sia nel disegno, che nell'uso dei materiali. Realizzato in pietra calcarenitica, presenta delle forme di stile eclettico e risulta organizzato su tre ordini. Il portale centrale è racchiuso tra due semicolonne ioniche, mentre i due accessi laterali si trovano incassati all'interno di due archi. Il tema dell'arco è utilizzato per riproporre in facciata la scansione degli spazi interni e difatti lo si ritrova anche nella parte centrale del secondo ordine, dove racchiude il finestrone. Le due ali sono raccordate tramite volute con la parte centrale, che è conclusa nel terzo ordine dall'edicola campanaria, che, in verità, appare dalle proporzione alquanto tozze, rispetto al resto della fabbrica, forse per modifiche rispetto al progetto originario intervenute nel corso dei lavori di costruzione.
All'interno della chiesa, risaltano nelle pareti candide e nella volta il ciclo pittorico mariano realizzato da Giuseppe Tamo da Brescia, più volte restaurato e rimaneggiato. Il pavimento è realizzato con marmi di diverso colore secondo un semplice disegno geometrico ed è stato realizzato in occasione degli ultimi lavori di restauro. Particolarmente pregevoli le opere d'arte conservate all'interno dell'edificio.
Basilica Collegiata "Maria SS. dell'Elemosina"
Sant'Orsola
Beata Vergine Maria dell'Angelo Annunziata

Maria SS. del Rosario

La facciata, opera dell’architetto milanese Carlo Sada, dell’inizio del XX secolo, è senza dubbio insieme alla Basilica l’opera d’arte più importante di architettura moderna in città. Affiancata da due plinti si erge la scalinata centrale, un tempo di gradini in marmo bianco, in pietra lavica, mentre l’intera facciata è realizzata in pietra calcarea a conci scolpita. L’architrave poggiante su due coppie di semicolonne laterali è un ampio spazio compreso fra le due colonne del portone d’ingresso rettangolare con soprastante arcone a tutto sesto, vetrata con un calice e ostia in pietra bianca scolpita e nell’arco la scritta C-SADA-MED-ARCHIT-FRONTIS-TEMPLI, dove risalta il bassorilievo di un cherubino e la scritta “HIC CONFR. M. SS. ROSARII” ovvero “In questo luogo ha sede la confraternita Maria SS. del Rosario”. Sopra l’architrave vi è il timpano archivoltato spezzato dal campanile, mentre poggiano ai due lati laterali rispettivamente angeli in preghiera. Dentro la cella campanaria vi è la statua della Madonna del Rosario, e al di sopra un cupolino a padiglione con tasselli in ceramica di colore verde, mentre risalta il monogramma mariano di colore blu. Al vertice la croce in ferro battuto, posta su una sfera in pietra bianca.  La storia della Chiesa del Rosario, dedicata dapprima a San Rocco, è riconducibile al 1600. Ne è testimonianza un atto di matrimonio datato 30 luglio 1606 benedetto dal cappellano Francesco Siriano. A rafforzare questa certificazione, inoltre, il 17 gennaio 1599 si registrò il primo matrimonio dove i cappellani sottoscrivevano “della Matrice Chiesa”. Questo lascia supporre che oltre la Chiesa Madre, in quell’epoca, vi era anche un’altra chiesa: ovvero quella di S. Rocco, oggi dedicata alla Vergine del Rosario. Un secolo dopo fu ampliata per volere dell’abate Antonino Piccione, come si evince da una lapide commemorativa a destra della navata.  Il 10 gennaio del 1998 a causa di un terremoto che fece crollare il tetto della sagrestia, la chiesa fu chiusa al culto per far si che iniziassero i lavori di riapertura. Finalmente dopo 4 anni, durante la prepositura del can. Antonino Tomasello, nella solennità della Vergine del Rosario veniva riaperta al culto la chiesa con una solenne celebrazione Eucaristica all’interno.  L'interno della chiesa, in stile tardo barocco, è ad un’unica navata e si conclude nell’area presbiterale dove all’interno della conca dell’abside è situato l’altare maggiore. L’abside è decorato con motivi floreali in oro e argento a foglia, mentre nel catino sempre in bassorilievo vi è lo Spirito Santo sottoforma di colomba irradiata da visi d’angeli. Ai lati dell’abside si possono ammirare in bassorilievo delle decorazioni composte da scala,chiavi e palme. Il presbiterio è posto più in alto di due gradini dove è presente una balaustra con sei colonnine per lato, in marmo bianco e rosa. La volta, a botte lunettata, è decorata con stucchi e poggia su un cornicione in gesso bianco mentre sono presenti delle finestre, tre per ogni lato che danno luce all’interno della chiesa. La parte superiore dell’altare maggiore, in marmo intarsiato ad arabeschi risalente al XVIII secolo, è formata da un’edicola che si conclude con un timpano spezzato, dove al suo interno è posta la Madonna del Rosario col Bambino, in gesso modellato dipinto del XX secolo, opera del maestro Froc Robert. Gli altari minori rispettivamente due per lato, anch’essi in marmo, sono semplici e presentano nicchie con cornici in legno scolpito di stile barocco. Da sinistra possiamo notare l’altare di San Vito martire e l'altare di San Rocco, primo titolare della Chiesa; mentre dal lato opposto l'altare di Santa Rosa da Lima e il prezioso altare del SS. Cristo alla colonna, opera lignea del sacerdote Placido Portal, scultore biancavillese.
In alto nelle pareti, tra un altare e l’altro, vi sono dipinti su tela che raffigurano angeli realizzati nel 1929 dal maestro Conti Consoli. In basso, invece, poggiati su alcune basi in marmo, sono presenti angeli in carton romano oranti in piedi, realizzati per devozione dei fedeli. All’ingresso della chiesa è presente una cantoria dove è situato un organo meccanico di piccole dimensioni costruito nel 1900 dalla rinomata fabbrica d’organi Giudici - Laudani. Attualmente l’organo è fuori uso. Dalla medesima cantoria vi è l’accesso alla cella campanaria dell’edificio sacro.

Maria SS. della Mercede

Si tratta di un pregevole esempio di architettura minore del barocco siciliano, che racchiude nella sua architettura gli echi delle maggiori realizzazioni contemporanee, così come interpretati e realizzati dalle maestranze locali che l'hanno edificata. Interessanti le decorazioni pittoriche interne, seppure in parte andate perdute. Facciata piana a due ordini con edicola atticale. L'edificio presenta un aula unica conclusa da un presbiterio con abside semicircolare. Molto ricchi gli interni che sono decorati da un ricercato apparato decorativo che ha il suo culmine negli affreschi di Giuseppe Tamo da Brescia che decorano la volta e il presbiterio e che purtroppo, risultano in parte perduti a causa dell'incuria avvenuta nel tempo. La facciata presente della forme squadrate che sono ingentilite dall'apparato scultoreo collocato all'interno di nicchie e dal portale in pietra lavica finemente lavorato. Momentaneamente chiusa per lavori di restauro.

S. Antonio da Padova

Edificio dalle semplici forme accoglie la devozione religiosa per il Santo patavino degli abitanti del quartiere nel quale sorge. Facciata piana ad un ordine, con edicola atticale. Spazio interno a prevalente sviluppo longitudinale, con aula rettangolare e presbiterio rettangolare. Gli interni sono decorati da un apparato in stile eclettico in parte danneggiato dall'umidità e da manomissioni edilizie recenti. Pregevole l'altare dedicato a Sant'Antonio. Il prospetto in stile eclettico è ben proporzionato e impreziosito dalla nicchia che accoglie la statua del Santo.
Maria SS. del Rosario
Maria SS. della Mercede
Sant'Antonio da Padova

SS. Nomi di Gesù e Maria

L'edificio ad aula unica è molto semplice nelle forme, quantunque l'impostazione della compagine architettonica risulti equilibrata in tutti i suoi componenti, conferendo all'edificio delle buone qualità architettoniche. Facciata piana descritta da paraste con frontone triangolare. Spazio interno a prevalente sviluppo longitudinale, con aula rettangolare e presbiterio rettangolare.L'interno è scandito da un partito architettonico con lesene in stile tuscanico e con semplici decorazioni di gusto eclettico. Il semplice prospetto a capanna è animato solo dal portale in pietra e collegato con la sede stradale sottostante da una scalinata a due rampe. Attualmente è chiusa al culto.

B.V. Maria di Tutte Grazie

Si tratta di un edificio dalle forme semplici ma ben proporzionate che sorge tra le suggestive viuzze del centro storico di Biancavilla. Facciata tripartita ad un ordine, con celle campanarie sopra i due partiti laterali e fastigio nella parte centrale. Spazio interno a prevalente sviluppo longitudinale, con aula rettangolare e presbiterio absidato. L'edificio è realizzato con muratura portante in blocchi di pietra lavica e malta. Molto semplici gli interni, che risentono, evidentemente, dei lavori di ristrutturazione che hanno interessato l'edificio nel corso del XX secolo, in occasione dei quali, tra l'altro, fu eliminata l'originaria copertura a volta e realizzato l'attuale controsoffitto piano. La facciata è l'unico elemento che ha mantenuto le caratteristiche architettoniche originarie. Il prospetto, infatti, risulta scandito da quattro paraste tuscaniche e presenta alcuni elementi decorativi, come il portale e i due piccoli campanili, che richiamano lo stile tardo barocco, dell'epoca della sua costruzione. La chiesa fu eretta a Regia Cappella dal Re Ferdinando IV nel 1791.

Anime Sante del Purgatorio

La chiesa del Purgatorio è fra le più amate dalla comunità, in quanto in essa viene serbato il simulacro in cera della Madonna Addolorata,  recato in processione la mattina del Venerdì Santo, e la sera de I Tri Misteri. La facciata piana è a capanna descritta da paraste. Ad aula unica rettangolare, l'edificio è stato completamente ristrutturato nel XIX secolo. L'aspetto stilistico varia dall'esterno con la facciata in stile neogotico all'interno in stile eclettico vagamente classicheggiante. Dopo il terremoto del 2018 la chiesa accoglie la comunità di San Gaetano con l'Adorazione perpetua ogni giorno.
SS. Nomi di Gesù e Maria
Beata Vergine Maria di Tutte Grazie
Anime Sante del Purgatorio

S. Maria dell'Odigidria 

L'edificio presenta delle qualità architettoniche di pregio, particolarmente evidenti nell'impostazione e nella fattura degli apparati decorativi. Facciata a campanile ad un ordine descritto da paraste binate. Spazio interno a prevalente sviluppo longitudinale, con aula rettangolare e presbiterio rettangolare. La planimetria dell'edificio è impostata su un'aula rettangolare con presbiterio rettangolare lievemente sopraelevato. Gli interni sono finemente decorati dall'apparato decorativo tardobarocco, con alcuni elementi posteriori in stile eclettico. Il prospetto è ordinato dall'apparato decorativo in stile eclettico composto dalle paraste binate tuscaniche che incorniciano il bel portale e la finestra in pietra lavica. La slanciata cella campanaria che si eleva sopra il muro d'attico accoglie anche il quadrante dell'orologio. Dopo il terremoto del 2018 la chiesa è chiusa al culto.

S. Giuseppe allo Spasimo

Si tratta di un edificio sacro dall'architettura molto semplice, sorto come cappella privata e nel tempo mantenuto dalla devozione popolare. Facciata a campanile descritta da paraste. L'edificio presenta un'unica aula rettangolare conclusa da un presbiterio quadrangolare. Un tempo probabilmente l'aula era coperta con una finta volta, al posto della quale allo stato attuale si trova un controsoffitto. Poche e semplici decorazioni animano gli interni e il prospetto, che risulta alquanto rimaneggiato.

S. Gaetano

Edificio molto semplice ad aula unica, raccoglie la devozione religiosa degli abitanti del quartiere nel quale sorge. Facciata piana ad un ordine con cella campanaria atticale. L'edificio presenta una pianta ad aula unica rettangolare con abside semicircolare. Gli interni sono decorati da un apparato molto semplice sul quale risaltano solo gli altari. Il prospetto è definito nella sua semplice impostazione dalle due paraste e dalla relativa trabeazione in stile tuscanico. Le volute che raccordano la semplice cella campanaria alla trabeazione sono l'unico elemento che testimonia l'epoca di realizzazione dell'edificio. Dopo il terremoto del 2018 la chiesa è stata chiusa per rischio crollo ed attualmente la comunità si incontra presso la chiesa del Purgatorio.

 Cristo Re Nostro Signore in Casina

L'edificio è impostato secondo le semplici linee tipiche dello stile razionalista, seppur in parte contaminato da diversi elementi decorativi posticci. Facciata piana con loggiato superiore con funzione di campanile. Spazio omogeneo nella navata e nel presbiterio absidato. Semplici e lineari gli interni dove risalta l'uso del marmo grigio che anima le pareti candide e che sottolinea anche gli elementi della struttura portante, enfatizzati pure nella suddivisione a cassettoni del soffitto. Di particolare pregio stilistico la serliana che separa l'aula dall'abside.
Santa Maria dell'Odigidria
San Giuseppe allo Spasimo
San Gaetano
Nostro Signore Cristo Re in Casina

Immacolata alla badia

 Anticamente accanto vi sorgeva una abbazia, poi abbandonata e in rovina. Cadde in disuso dal 1950.
Sino agli anni '90 ospitava il collegio delle Orsoline; oggi, invece, ritroviamo una scuola elementare privata. Il quartiere "Badia" prende nome da questa chiesa. Negli ultimi anni, parte delle mura ha subito un crollo, ma sono state avviate le pratiche per recuperare l'edificio.

 Monastero di S. Chiara

Viene fondato il 28 ottobre 1935  e solo il 9 novembre del 1959 veniva dedicata la chiesa alla Santa di Assisi. L'edificio sacro è abbastanza semplice e presenta vetrate con la vita di Santa Chiara e San Francesco d'Assisi; di pregio è il Crocifisso ligneo tra i santi fondatori dell'Ordine Secolare, dell'artista Sebastiano Milluzzo, e la statua lignea della Madonna col bambino di Ortisei. Notevole è anche il portone centrale in bronzo, finemente lavorato in bassorilievo.

 Sacro Cuore di Gesù

L'edificio è di realizzazione recente e presenta una concezione stilistica di stampo razionalista, che reinterpreta alcuni degli stilemi architettonici tradizionali. Facciata tripartita col partito centrale arretrato rispetto ai due laterali, con torre campanaria annessa al lato destro. Spazio omogeneo nella navata e nel presbiterio, con planimetria rettangolare a tre navate, con le navate minori aventi dimensioni ridotte e funzione di ambulacro. L'aula è suddivisa in tre navate, di cui le due laterali, di dimensioni sensibilmente minori, costituiscono degli ambulacri. La navata centrale è conclusa da un presbiterio quadrangolare. Gli interni sono molto luminosi grazie alla presenza di diverse ed ampie finestre decorate con pregevoli vetrate della ditta Mellini di Firenze. Quasi assenti le decorazioni, eccezzion fatta per l'altorilievo in materiale ceramico che incornicia il tabernacolo chiudendo il presbiterio nella parete di fondo.
Immacolata alla Badia
Monastero di Santa Chiara
Sacratissimo Cuore di Gesù

 SS. Salvatore

La chiesa è ospitata all'interno di un ampio salone al piano terra dell'edificio che accoglie le altre funzioni parrocchiali. Facciata piana senza particolari caratterizzazioni formali e stilistiche. Spazio interno a prevalente sviluppo longitudinale, con aula rettangolare e ingresso laterale. Data la crescita del comprensorio parrocchiale, nel 2018 è stata posta la prima pietra per la costruzione della nuova chiesa.

Eremo di S. Maria in Vallelato

Conosciuta anche con i nomi di Badalato o Val d'Alato, o Valle Allato, o Vallelato. E' situata a 4 Km ad est della città, recentemente restaurata, risale al 1830. Internamente la chiesa è formata da una grande grotta lavica. Vi si venera la Madonna di Vallelata, lì rappresentata insieme a S. Giuseppe con grappolo d'uva ed il bambino con mazzo di spighe.

Chiesa del convento San Francesco d'Assisi

La facciata della chiesa è molto semplice, unico elemento decorativo è il portale in pietra lavica di stile barocco, i cui stipiti raffigurano due colonne in stile dorico che sostengono un timpano rettilineo spezzato. Una finestra rettangolare presenta decori in pietra bianca ed è posta sul timpano dando luce all’interno della chiesa. Da sottolineare una epigrafe latina“Sapientia ædificavit sibi domum, ad illuminandos fideles, sedentes in tenebris” la cui data di fondazione risale al 25 marzo 1686. Il portone, in legno di castagno del XX secolo, è finemente scolpito e vi sono rappresentati i simboli della cristianità e della passione di Gesù; esso è opera dello scultore biancavillese Giuseppe Salomone e fu commissionata da frate Alessandro Bartolotta.  Tra novembre 2015 e gennaio 2016 è stata rifatta la facciata sia della Chiesa che del Convento, donata quasi interamente da un benefattore. L’interno della chiesa è ad un’unica navata rettangolare che si conclude con l’area presbiterale dove era  situato l’altare maggiore in legno scolpito, diviso in tre campate ornate da lesene con capitelli di stile ionico, i quali sostengono un cornicione profilato in nero. Nel gennaio 2015 dopo lavori nell'area presbiterale è stato collocato un nuovo altare e ambone in marmo e benedetto domenica 25 prima della celebrazione Eucaristica presieduta da fra Antonio Vitanza ofm. Entrando, sulla volta d’ingresso, si può notare un primo affresco di anonimo che richiama la consacrazione della chiesa mentre un secondo vi è raffigurato il re David, sempre di anonimo, che sovrasta il coro pensile. La volta è a vela e presenta stucchi e affreschi; da sottolineare che la chiesa ha subito lavori, nei secoli, di tinteggiatura come si evince nella volta già negli anni 1686, 1772, 1951, 1977 e nel 2014 precisamente domenica 27 luglio, in ricordo del 330° anniversario dell'arrivo dei primi frati minori a Biancavilla. Al centro della volta è possibile ammirare “L’Assunzione della Beata Vergine Maria con la Santissima Trinità”, opera del pittore palermitano Olivio Sozzi del 1759, mentre “L’Apoteosi di San Francesco” è opera del suo allievo Sebastiano Lo Monaco, in epoca successiva, ed è posta sulla volta del presbiterio. Escludendo l’altare maggiore, la chiesa presenta sei altari in marmo, partendo da sinistra vi è quello dedicato a Sant’Antonio di Padova, dove all’interno di una nicchia è collocata la statua lignea del XX secolo del santo. A seguire il dipinto de “La Madonna del Carmelo tra i Santi Ludovico vescovo, Agata, Bonaventura e Bernardino da Siena”, olio su tela del 1759 di Olivio Sozzi; a rafforzare la data di realizzazione in basso a destra del dipinto la scritta “Ex devotione Rev. Sac. Bartolomei Castelli anno 1759”. Ultimo altare di sinistra quello del Crocifisso, di fine seicento, che secondo il sacerdote Francesco Rametta, la cura dell’altare e l’opera d’arte fu commissionata da suor Maria di Gesù Piccione. Peculiarità da sottolineare che rispetto ai Crocifissi presenti nelle chiese della città, il capo del Cristo è rivolto verso il cielo. Ai piedi si trova un quadro della Madonna Addolorata in sostituzione di un antico ovale settecentesco, trafugato nel gennaio del 1975. Gli altari di destra, partendo dal presbiterio vi è quello dedicato all’Immacolata Concezione, simulacro marmoreo posto anch’esso all’interno di una nicchia. L’opera, risalente al XVIII secolo, secondo storici locali è da attribuire ad un artista di Taormina, Paolo Greco, per munificenza delle sorelle Rosa e Remigia Piccione. Lo stesso scultore realizzò l’altare maggiore marmoreo, successivamente rimosso negli ’60 e sostituito con base lignea e una Croce posta sul sagrato della chiesa nel 1707 con base opera di Mercurio Allegra. Purtroppo venne danneggiata durante i bombardamenti del 1943 e infine rimossa durante i lavori di costruzione dell’allora circonvallazione e attuale via Cristoforo Colombo. Il secondo altare di destra è dedicato al patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi; è collocato all’interno di una nicchia. Infine vi è l’altare dedicato a San Pasquale Baylon, statua lignea di fine XVIII secolo scolpita a Roma. Con dei gradini si accede al presbiterio posto più in alto rispetto al piano della chiesa, e sull’arcone di accesso in alto si può notare gli anni dei lavori di restauro; il primo nell’anno 1772, quando vennero realizzati le prime decorazioni e gli stucchi. Sulla parte superiore dell’altare maggiore sussiste un monogramma mariano, mentre in legno massiccio con intarsi risalente al XVIII secolo è presente una tela de “La Madonna degli angeli e i Santi Francesco d’Assisi, Antonio di Padova e Chiara d’Assisi” incorniciata da quattro colonne, due per lato, in basso al centro il tabernacolo ligneo. Fino al 1969, la base dell’altare era in marmo, quando fu sostituito con una base lignea. In epoca recente, nel 2005 dietro questa “macchina scenografica” sono stati scoperti elementi decorativi da attribuire sicuramente a Giuseppe Tamo da Brescia. Fino a gennaio 2015 la mensa era in legno  scolpita, opera dello scultore biancavillese Giuseppe Salomone datata 1977. Sempre nell’area presbiterale sul lato destro vi è un dipinto su tela di fine seicento che raffigura “L’estasi di San Pietro di Alcantara”, sullo sfondo la Croce e il Santo sorretto da angeli. Sul lato sinistro da una piccola porta si accede ai locali della sagrestia, dove al suo interno sopra il lavabo è presente in una nicchia una statua in atteggiamento di fare silenzio e di fronte all’ingresso è posto un armadio ligneo dove al suo interno custodisce parati sacri; esso sostituì un antico armadio ligneo settecentesco trafugato negli anni ’80.
SS. Salvatore
Eremo S. Maria in Vallelato
Chiesa del Convento San Francesco

Si ringrazia Antonio Alessandro Marino Zappalà per alcuni approfondimenti circa la storia delle chiese e per la concessione delle foto di San Gaetano, Monastero di Santa Chiara e SS. Salvatore.

Le Cappelle

Cappella
Istituto di Maria SS. Ausiliatrice

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Cappella
Istituto di S. Angela Merici

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Cappella
Seminario minore arcivescovile

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Cappella
SS. Trinità in Croce al Vallone

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Cappella
Opera Cenacolo di Cristo Re

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Villa delle Favare

Costruita da maestranze locali alla fine del Settecento su commissione di Don Pietro delle Favare e collocata originariamente in aperta campagna nel punto più elevato di un vasto terreno, la villa è organizzata secondo uno schema quadrangolare ed è costituita da un corpo principale, adibito ad abitazione padronale, posto in posizione assiale rispetto all'ingresso, e dai locali adibiti a scuderie, magazzini e ad abitazioni dei contadini formanti due ali avanzanti a chiudere lateralmente il vasto cortile centrale. L'ingresso principale, situato al centro dell'ala nord del complesso, è costituito da un ampio portale centinato, cui sovrasta lo stemma, scolpito in pietra calcarea, dei Delle Favare, rinserrato tra paraste angolari e riquadrate superiormente dall'oggetto della sobria cornice. L'ala sud del complesso, adibita ad abitazione padronale, si caratterizza per la sobrietà delle linee architettoniche; il fronte nord, prospiciente il cortile, è rimasta dalle aperture riquadrate da mostre in pietra da taglio finemente intagliate; il prospetto sud, dominante i terreni circostanti presenta un partito centrale leggermente avanzato rispetto alla rimanente parte della fronte e definito lateralmente da lesene a bugne lisce. Uno stretto cornicione, cui sovrasta un breve attico, definisce superiormente, rimarcandole lo sviluppo orizzontale, il volume dell'edificio. All'interno i vasti saloni, intercomunicanti tra loro, presentano camini ricchi di decorazioni e bassorilievi.
Ad oggi Villa delle Favare è il Centro Culturale Polivalente della città, serbando nelle sue sale l'Archivio Storico, la Biblioteca Comunale "G. Sangiorgio", il Museo della Satira di Costume "Giuseppe Coco",  gli uffici del GAL Etna e quelli della Pro Loco.

I Palazzi

Palazzo Portale-Cantarella

Palazzo Bruno
L'elegante edificio ottocentesco di via Vittorio Emanuele, fu la casa natale del poeta Antonio Bruno. 


Palazzo Raspagliesi
XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
Sino al 1859 fu in esso custodita la statua della Madonna Addolorata.

Palazzo Salomone
XVII secolo, dietro la chiesa Matrice


Palazzo Portale-Cantarella 
Fine XIX - inizi XX sec, piazza Roma

Palazzo Portale-Levi
XVIII sec, situato sopra l'ex-Arco Portale, oggi via Preside Caruso

Palazzo Sciacca
XIX secolo, via Vittorio Emanuele