Manifestazioni

Festività Patronali

Bagni di folla, tra luminarie, bancarelle e fuochi d’artificio, per esprimere con tipico gusto siciliano l’orgoglio di una cittadina, che in questi giorni veste l’abito della festa per ritrovare le motivazioni più alte dello stare insieme. Tra l’ultimo “schiumone” della stagione calda e le prime castagne d’autunno, con uno sguardo al volto della “Bedda Matri” dell’Elemosina, il passaggio ieratico del soldato martire Zenone, il rassicurante e “placido” sorriso del monaco “Placido”.

La festa patronale vede il 1°ottobre la processione delle Reliquie di San Zenone martire affiancata con quella di San Placido con l’omaggio floreale e la cera ad entrambi i Patroni. Dal 2008 il Prevosto della Collegiata Agrippino Salerno, al termine della celebrazione Eucaristica del 2 ottobre, dalla Basilica Collegiata Santuario “Santa Maria dell’Elemosina” ha voluto inserire la processione della Reliquia e del simulacro di San Zenone- compatrono della città - con soste di preghiere lungo il percorso. A portare il simulacro un gruppo di giovani, d’ausilio alla storica Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, nato nel 2019.
Il 4 ottobre viene inserita la solennità della Madonna dell’Elemosina, benchè non Patrona della città ma Protettrice di Biancavilla; dopo la celebrazione Eucaristica, si svolge la processione della Sacra Icona bizantina che percorre le vie del centro storico a cura dell’Associazione “Maria SS. dell’Elemosina” dal 2002. Dinanzi il palazzo comunale si compie l’omaggio floreale da parte del Sindaco mentre dal 2018 la processione giunge sino al convento dei frati minori per l’omaggio da parte della fraternità francescana nel giorno della festa liturgica di San Francesco d’Assisi. Lungo via Inessa per il tradizionale “Giro dei Santi” ulteriori soste di preghiera da parte dei giovani dell’oratorio “don Pino Puglisi” e della comunità neocatecumenale. Al rientro in Basilica viene recitato poi l’Atto di affidamento a Maria.
Il 5 ottobre si fa memoria del martirio dei Santi Placido e Compagni avvenuto a Messina nel 541 da parte di una banda di sanguinari barbari predoni, giungono con le loro navi via mare e saccheggiarono e compiono stragi. A Biancavilla San Placido è Patrono della città dal 23 settembre del 1709; la festa si svolge a mezzogiorno con l’uscita e la processione del fercolo con le Reliquie e il simulacro dell’Abate benedettino. Dopo l’omaggio e la consegna da parte del Sindaco delle chiavi della città e la palma, dal 2007, da parte di cittadini biancavillesi residenti a Gap (Francia) si snoda la processione sino a giungere a Villa delle Favare. Il 6 ottobre la processione serale percorrere il tradizionale “Giro dei Santi” con il rientro in Basilica preceduto dallo spettacolo di fuochi pirotecnici. La festa viene curata e promossa dai membri dell'associazione religiosa "Circolo San Placido".
San Zenone
Maria SS. dell'Elemosina
San Placido
Si ringrazia Antonio Alessandro Marino Zappalà per il contributo.
 

 

Settimana Santa

Tutta la Settimana Santa è caratterizzata da ricchezza di apparati, da oggetti devozionali e da un intenso movimento popolare appassionato e particolarmente devoto. Riti carichi di suggestione, storia e cultura e antiche tradizioni prendono il via la Domenica delle Palme, con la benedizione di ramoscelli d’ulivo e tenere palme che rievocano l’ingresso di Gesù a Gerusalemme.

Nella serata il centro cittadino diventa teatro della “Via Crucis Vivente” a cura della Famiglia francescana della cittadina etnea. Il triduo dei riti pasquali entra nel vivo il Giovedì Santo, con I Cruciddi: la visita ai “Santi Sepolcri”, allestiti in tutte le chiese parrocchiali dove è riposto il SS Sacramento. Il Venerdì Santo ha inizio all’alba con la Cerca; cioè dell’Addolorata che cerca, per tutta la città, il Figlio morto. Diversi sono i momenti toccanti della processione, che comincia alle prime luci dell’alba per “proteggere” il volto di cera delicato della Madonna. I fedeli accompagnano Maria Addolorata, avvolta da un manto viola, nel suo lungo percorso cittadino. Quando a Ddulurata passa davanti al Palazzo comunale, il sindaco di Biancavilla, le rende un omaggio floreale a nome di tutta la città. A Cerca si conclude dopo più di sei ore in chiesa Madre davanti al Cristo Morto, custodito nella sua teca ricoperta d’oro e con, in sottofondo, i canti del Coro della Basilica.

La sera, invece, si svolge la “Processione dei Misteri” (per il tradizionale giro dei santi), che vanta già tre secoli di storia, affascinante e suggestiva per l’atmosfera, ma soprattutto per la fede e la devozione dei confrati. Un momento toccante della processione serale è l’antica tradizione A scisa ‘da Cruci: il Cristo Crocifisso (simulacro in legno con gli arti movibili), viene deposto e sistemato nella bara per la processione dei “Misteri”. La sacra rappresentazione, dei Misteri è sorta agli albori del Settecento con la processione di tre statue (il Cristo alla Colonna, il Cristo Morto e l’Ecce Homo), accompagnate dalle rispettive confraternite. Nei secoli si sono aggiunte le altre congreghe che hanno introdotto altri gruppi statuari, fino ad arrivare a sette simulacri, che rappresentano le diverse tappe terrene della vita di Cristo, più la “Torcia.”

Il Sabato Santo si rinnova la tradizione della Cascata da tila: è lo svelamento del Cristo Risorto, uno dei riti più suggestivi e coinvolgenti della Santa Pasqua, che consiste nella caduta di un telo che sino a quel momento aveva coperto il simulacro del Cristo Risorto.
La Domenica di Pasqua è dedicata alla tradizionale “Pace” tra il Cristo Risorto e la Madre che avviene a mezzogiorno in punto. Il simulacro dell’Arcangelo Gabriele va davanti al sacrato della Basilica della Madonna dell’Elemosina, dove trova davanti alla porta la confraternita del SS. Sacramento con lo stendardo rosso che rappresenta il Cristo Risorto. Inizia un antico rituale che vuole che l’Arcangelo porti la notizia della Resurrezione alla Madonna e l’accompagni all’incontro con il Figlio.

I simulacri del Cristo e di Maria, dopo essersi “salutati”, vengono avvicinati fino a toccarsi per simulare il bacio della “Pace” ed è l’apoteosi: dopo il momento della sofferenza, esplode la gioia collettiva del popolo, che si fonde con lo sparo dei mortaretti, con lo scampanio festoso delle campane, con la musica della banda.